a cura di Simone Iuliano
Serva di Dio Chiara Badano

Il processo per la causa di beatificazione di Chiara Badano, la giovane diciottenne laica, nata a Savona il 29 ottobre 1971 e morta a Sassello nel 1990, dopo la chiusura dell'inchiesta diocesana preliminare (iniziata il 7 dicembre 1998), prosegue dal 7 ottobre 2000 presso la Congregazione dei Santi, a Roma.
Il 16 febbraio 2003 L'Osservatore Romano ha pubblicato un articolo sulla Serva di Dio Chiara Badano. L'eco della fama di santità di questa ragazza della Diocesi di Acqui si diffonde a vasto raggio in ogni continente, raggiungendo soprattutto i giovani.
Essi trovano in lei un esempio attuale, una come loro, pur se "straordinaria". Desiderano approfondire la conoscenza e invocano il suo aiuto, con lei vogliono "fidarsi di Dio", di quel Dio Amore a cui Chiara riservò il primo posto nella sua breve vita.
Dall'11 giugno 1999, quando mons. Livio Maritano istituì l'inchiesta diocesana per la beatificazione della Serva di Dio, alla conclusione di detto processo il 21 agosto 2000, e all'apertura della fase romana il 7 ottobre dello stesso anno, la vicepostulatrice sotto la guida del relatore p. Cristoforo Bove, ha portato avanti un lavoro analitico ed impegnativo intorno alla vita e alla fama di santità di Chiara. Gli atti relativi, pubblicati in due volumi per complessive 1400 pagine, sono stati depositati presso la Congregazione per le Cause dei Santi, alla quale compete la responsabilità di valutare quanto esposto. Se sarà riconosciuto eroico il modo con cui Chiara ha praticato le virtù cristiane la Serva di Dio verrà dichiarata Venerabile.
Nel frattempo si sta realizzando un'iniziativa umanitaria nel nome di Chiara Luce Badano a favore dei bambini poveri del Benin, in Africa: è in corso la costruzione di un ospedaletto e di una scuola materna in una parrocchia della diocesi di Cotonou.
Appare significativo il fatto che Chiara, fin da piccola, inviava i suoi risparmi proprio al Benin. Un caso? No, nel disegno di Dio è la realizzazione di un meraviglioso progetto di amore che prosegue tuttora e ci dà l'opportunità di fare del bene.
Per cooperare concretamente le offerte possono essere inviate all'Associazione Chiara Badano, piazza Duomo 9, Acqui Terme (Al) - c.c.p. n. 21765151 oppure alla Caritas diocesana, c.c.p. n. 11582152 o ancora al Servizio Diocesano Terzo Mondo via Arcivescovado 12 - 10121 Torino - c.c.p. n. 29166105. Va specificata la causale dell'offerta: Progetto Benin - Chiara Luce n. 154.
Per ulteriori informazioni, richieste di materiale sulla Serva di Dio o relazioni di grazie ricevute, si prega di rivolgersi alla Postulazione, presso Mons. Livio Maritano e Maria Grazia Magrini, piazza C.L.N. 231 bis - 10123 Torino, tel./fax 011.548604 - e-mail: mariagrazia.magrini@tin.it.
E' grande il dono che il Signore concede alla Chiesa di Acqui attraverso queste figure esemplari. Cooperiamo con i nostri Pastori affinché tali "raggi di luce" illuminino il cammino quotidiano di noi tutti.
Chi era
Visse a Sassello con il padre Ruggero, camionista, e la madre Maria Teresa, casalinga.
Volitiva, tenace, altruista, di lineamenti fini, snella, grandi occhi limpidi, sorriso aperto, ama la neve e il mare, pratica molti sport.
Ha un debole per le persone anziane che copre di attenzioni.
A nove anni conosce i `Focolarini´ di Chiara Lubich ed entra a fare parte dei `Gen´.
Dai suoi quaderni traspare la gioia e lo stupore nello scoprire la vita.
Terminate le medie a Sassello si trasferisce a Savona dove frequenta il liceo classico.
La malattia
A sedici anni, durante una partita a tennis, avverte i primi lancinanti dolori ad una spalla: callo osseo la prima diagnosi, osteosarcoma dopo analisi più approfondite. Inutili interventi alla spina dorsale, chemioterapia, spasmi, paralisi alle gambe. Rifiuta la morfina che le toglierebbe lucidità.
Si informa di tutto, non perde mai il suo abituale sorriso. Alcuni medici, non praticanti, si riavvicinano a Dio.
La sua cameretta, in ospedale prima e a casa poi, diventa una piccola chiesa, luogo di incontro e di apostolato: "L´importante è fare la volontà di Dio...è stare al suo gioco...Un altro mondo mi attende...Mi sento avvolta in uno splendido disegno che, a poco a poco, mi si svela...Mi piaceva tanto andare in bicicletta e Dio mi ha tolto le gambe, ma mi ha dato le ali..."
Chiara Lubich, che la seguirà da vicino, durante tutta la malattia, in un´affettuosa lettera le pone il soprannone di `Luce´.
Mons. Livio Maritano, vescovo dicocesano, così la ricorda: "...Si sentiva in lei la presenza dello Spirito Santo che la rendeva capace di imprimere nelle persone che l´avvicinavano il suo modo di amare Dio e gli uomini. Ha regalato a tutti noi un´esperienza religiosa molto rara ed eccezionale".
Negli ultimi giorni, Chiara non riesce quasi più a parlare, ma vuole prepararsi all´incontro con `lo Sposo´ e si sceglie l´abito bianco, molto semplice, con una fascia rosa. Lo fa indossare alla sua migliore amica per vedere come le starà. Spiega anche alla mamma come dovrà essere pettinata e con quali fiori dovrà essere addobbata la chiesa; suggerissce i canti e le letture della Messa. Vuole che il rito sia una festa.
Le ultime sue parole: "Mamma sii felice, perché io lo sono. Ciao!".
Muore all´alba del 7 ottobre 1990.
Da allora la sua tomba, a Sassello, è meta di pellegrinaggi, soprattutto da parte dei giovani: fiori, letterine, offerte per i `suoi´ negretti dell´Africa, richieste di grazie.
Bibliografia
Su Chiara Badano è uscita, alla fine di marzo 2000, una fresca ed elegante pubblicazione della Editrice Elledici, nella collana "Eroi", a cura di Mariagrazia Magrini, dal titolo "Una grande avventura: stare al gioco di Dio".
La presentazione è del Vescovo diocesano Mons. Livio Maritano che, insieme all'autrice, ha conosciuto i familiari ed ha avuto tanta parte nel cammino verso la santità di Chiara Badano.
L'autrice tratteggia, in trenta scorrevoli pagine, il "miracolo dell'amore", dell'abbandono totale in Dio, nel più profondo mistero di luce e di grazia. La Magrini con finezza psicologica ha saputo evidenziare i sentimenti e i pensieri profondi della giovane di Sassello, quale esempio da proporre ai giovani, oggi particolarmente bisognosi di figure paradigmatiche.
Il libro di Maria Grazia Magrini su Chiara Luce è stato tradotto in rumeno da Diana Porutiu e pubblicato, col contributo finanziario di enti e società di Bucarest, dall'editrice "New vision media", col titolo "Chiara Luce: o mare aventura: a face jocul lui Dumnezeu".
Nel 2000 è stato pubblicato dalla Editrice Città Nuova il libro di Michele Zanzucchi "Io ho tutto" - I 18 anni di Chiara Badano", tradotto in polacco e in francese.
Nel 2004 è uscito infine, sempre a cura di Mariagrazia Magrini, "Di luce in luce - Chiara Badano" pubblicato dalla Ed. San Paolo.