a cura di Simone Iuliano e di Jessica Mauta
Sant’Agostino

Nacque a Tagaste (Africa) il 13 novembre 354, e fin dalla più tenera età ricevette dalla madre, Santa Monica, una profonda educazione cristiana.
Dopo i primi studi, appena diciassettenne si recò a Cartagine.
Qui abbandonò il Cristianesimo per il manicheismo, e cominciò a convivere con una giovane cartaginese, dalla quale, nel 372, ebbe un figlio, Adeodato.
Ultimati gli studi, nel 374 tornò a Tagaste; ma la città era troppo modesta per le sue ambizioni, sicchè dopo due anni decise di ritornare a Cartagine, per aprirvi una scuola.
Ma non era ancora soddisfatto, e nel 382, abbandonato il manicheismo, si trasferì a Roma, con il figlio e la donna con cui conviveva.
Nel 384 riuscì ad ottenere la cattedra di retorica a Milano.
Qui fu raggiunto nel 385 dalla madre Monica, che voleva stargli vicino per riportarlo alla vera Religione.
Milano fu la tappa decisiva dalla conversione del Santo.
Egli ebbe, infatti, l’opportunità di conoscere il Vescovo Sant’Ambrogio e di ascoltare le sue prediche, e fu proprio da esse che egli attinse lo stimolo necessario per ritornare al Cristianesimo.
Dopo aver troncato la sua convivenza, si ritirò a Cassiciaco con la madre, il figlio ed alcuni amici, per un periodo di discernimento e riflessione.
Tornarono a Milano nella Quaresima del 386, e nella notte del Sabato Santo, Agostino e Adeodato ricevettero il Battesimo.
Nel 388 il Santo ritornò in patria, dove fondò un piccolo monastero, dopo aver venduto i pochi beni che aveva e donato il ricavato ai poveri.
Dopo alcuni anni passati a Tagaste, Agostino si trasferì ad Ippona, per vivere una vita più ritirata.
Nel 397, però, dopo aver ricevuto l’ordinazione sacerdotale, fu consacrato vescovo titolare d’Ippona.
Nel 429 si ammalò e morì l’anno seguente, il 28 agosto.
Tra le molteplici opere scritte dal Santo, la più conosciuta è il libro Le confessioni, in cui egli racconta la propria vita e la propria conversione.