a cura di Simone Iuliano e di Jessica Mauta
SAN JUDA TADDEO

S. Giuda era fratello di Giacomo, Apostolo anche lui, figlio di
Alfeo e di Maria di Cleofe e sorella della Vergine Maria e quindi cugino di
Gesù. Fu soprannominato Taddeo "Thad" che significa "dolce, misericordioso,
amabile, generoso" e "Lebbeo", coraggioso. Da bambino senz'altro come coetaneo
frequentò la casa e il cugino Gesù.
Entrambi crescevano accanto alla Vergine Maria. Probabilmente fu lui lo
sposo delle nozze di Cana di cui ci parla il Vangelo. Giuda fu uno dei primi a
ricevere l'invito di essere Apostolo; ebbe molti ostacoli da parte dei suoi
parenti ma seguì senza tentennamenti e con eroica fermezza la chiamata del
Signore per tutta la vita. Fu quindi uno dei dodici Apostoli e nell'ultima Cena
domandò a Cristo come mai si fosse manifestato solo agli Apostoli e non a tutto
il mondo (G.v. 14,22).
E' l'unica frase che il Vangelo ci ha conservato e illumina il suo
entusiasmo verso la Parola di Gesù tanto che vorrebbe che fosse conosciuto da
tutto il mondo.
Secondo il martirologo romano il campo di azione apostolica di S. Giuda fu
vastissimo: evangelizzò prima la Giudea, poi la Mesopotamia ed infine la Persia
portando ovunque il lume della verità. Fu in una di queste province che
l'Apostolo indirizzò ai fedeli una
lettera,
vergata con stile vivacissimo, per combattere eretici, bestemmiatori, sleali che
con le loro false dottrine travisavano le questioni fondamentali della Fede
mentre davano scandalo per le sregolatezze dei loro costumi.
In Persia Giuda Taddeo si ricongiunse con Simone il Cananeo ed
insieme evangelizzarono la regione; coi miracoli e con la dottrina convertirono
alla Fede quelle barbare nazioni. Gli indovini e gli stregoni del posto,
preoccupati e invidiosi, incitarono alla rivolta gli abitanti. Giuda e Simone si
rifiutarono di sottomettersi ai loro dei e di fare sacrifici e furono
martirizzati.
Alcuni sostengono a colpi di bastone, altri decapitati con la spada, o
un'ascia. Si ritiene che il martirio sia avvenuto l'anno 70 d.C. La Chiesa
celebra la ricorrenza il 28 Ottobre giorno del loro martirio. I resti mortali
dei due Santi Apostoli vennero in seguito trasportati da Babilonia a Roma e
depositati nella Basilica di S. Pietro nella cappella laterale di S.Giuseppe
della pure della Penitenza, a sinistra della Confessione. Purtroppo il nome del
traditore, Giuda Iscariota, è causa che molti dimentichino quello di Giuda
Taddeo. Quasi in riparazione di questo oltraggio la Chiesa e il popolo cristiano
lo onora e lo invoca con singolare fiducia fin dal secolo XVIII quale patrono
dei casi disperati, degli affari senza rimedio, il Santo degli impossibili.
Dio ha concesso a S. Giuda poteri straordinari in casi in cui altri sembra
venir meno, ed è specialmente in casi difficili che il suo mirabile aiuto viene
esperimentato.
Migliaia invocano giornalmente il suo intervento e molte sono state le loro
preghiere esaudite in modo miracoloso, anche quando la domanda ad ogni umana
previsione sembrava senza speranza. Qualunque sia la malattia, la povertà e la
miseria, l'angustia del cuore e dell'anima, perfino la disperazione, ricorrete a
questo gran Santo e troverete la soluzione alle vostre difficoltà.