A CURA DI SIMONE IULIANO E DI JESSICA MAUTA
San Gerardo Maiella

Un piccolo grande santo
Il 16 ottobre 2005 si è concluso uno speciale “Anno Gerardino”, che la
Congregazione del Santissimo Redentore (i Redentoristi) ha dedicato ad uno dei
suoi “figli” più illustri, san Gerardo Maiella. Il 16 ottobre 2005 ricorreva,
infatti, il 250° anniversario della morte di questo piccolo grande santo
redentorista, vissuto nel XVIII secolo nel mezzogiorno italiano. La ricorrenza è
stata festeggiata con una Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da Sua
Eminenza Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i
Vescovi.
La
vita e la fede
Gerardo Maiella nacque a Muro Lucano (Potenza) nel 1726. Qui trascorse la
giovinezza imparando il mestiere di sarto. Chiamato allo stato religioso, entrò
nella Congregazione dei Redentoristi, fondati alcuni anni prima da sant’Alfonso.
Fu sarto, sagrestano, cuoco, infermiere ed economo, prima in Basilicata, poi in
Puglia e infine in Campania. Nel 1754, a causa di una calunnia, fu trasferito a
Materdomini, frazione di Caposele (Avellino). Qui morì il 16 ottobre 1755. Nel
Santuario a lui dedicato riposa il suo corpo, venerato da folle ininterrotte di
pellegrini. Questa la semplice vita di un uomo semplice, che amò la musica, la
poesia, la scultura in cartapesta e, specialmente, gli spettacoli della natura.
Ma «nella musica, nel panorama della natura, nel sogno notturno (come scrive nel
suo “Canto Notturno…” Leopardi), è a qualcosa d’altro che l’uomo rende il suo
omaggio, da cui aspetta: lo aspetta. Il suo entusiasmo è per qualcosa che la
musica, o tutto ciò che è bello al mondo, ha destato dentro». Così era per san
Gerardo: amava la bellezza e la realtà perché erano segno della presenza di Dio.
«La fede mi è vita e la vita mi è fede», scriveva.
«La bella volontà di Dio»
«Il santo è l’uomo vero, un uomo vero perché aderisce a Dio e quindi all’ideale
per cui è stato costruito il suo cuore, di cui è costituito il suo destino».
Ora, in san Gerardo è perfetta la ricerca dell’uniformità alla volontà di Dio,
che egli realizzava con semplicità, con entusiasmo, con candore, qualche volta
in modo apparentemente folle, sempre con infocato amore: la volontà di Dio era
la ragione del suo cuore. Qualche mese prima di morire, malato e sofferente,
all’esterno della sua cella fece appendere una tabella con la scritta: «Qui si
sta facendo la volontà di Dio, come vuole Dio e per tutto il tempo che piace a
Dio»; al padre superiore diceva: «Padre mio, io mi figuro che questo letto sia
la volontà di Dio, e che io vi stia inchiodato come se stessi inchiodato alla
medesima volontà di Dio, anzi mi figuro io e la volontà di Dio siamo diventati
la stessa cosa»; alcune ultime parole ne documentano il miracolo cristiano:
«Muoio contento…».
Una presenza
Un testimone scriveva: «… non potete immaginarvi la folla che seguiva Gerardo
per la città. Il popolo non tralasciava di stargli vicino e di portarlo in
trionfo… Non so come spiegarvelo, ma tutte le parole uscite dalle labbra di
Gerardo andavano dritte al cuore. Mentre parlava di Dio tutti tacevano e si
sentivano solo profondi sospiri. Nessuno possiede, come lui, il dono di
intenerire e di toccare le anime». Il popolo accorreva dai cento paesi della
Valle del Sele per ascoltarlo: egli aveva, dicevano, «una bocca di Paradiso». Il
vescovo di Muro Lucano affermò: «Vale più una chiacchierata con Gerardo che un
intero quaresimale». E il soprannaturale si manifestava in lui in modo
sensibile: «Dai primi anni della sua vita alla morte si succedono apparizioni di
Gesù, della Madonna, degli Angeli, estasi, rapimenti, visioni, profezie,
bilocazioni, scrutazioni di spiriti, riproduzione dei fenomeni della Passione
del Signore, lotte coi demoni e miracoli d’ogni genere» (Ferrante).
Protettore delle gestanti
«San Gerardo Maiella nutriva un’attenzione particolare anche verso la vita
nascente e verso le madri in attesa, soprattutto quelle in difficoltà fisiche e
spirituali. Ecco perché anche oggi egli viene invocato come speciale Protettore
delle gestanti» (Giovanni Paolo II). Infatti, già nella seconda metà del
Settecento, san Gerardo era invocato come il patrono delle partorienti. Nel
1955, in occasione del secondo centenario della morte, giunsero da ogni parte
del mondo petizioni per ottenere che il santo fosse proclamato patrono delle
madri. Tra i sottoscrittori figurarono cardinali, arcivescovi, vescovi, medici,
di cui numerosissimi dagli Stati Uniti, dal Canada, dall’America Latina. Oggi
esistono in Brasile varie leghe di san Gerardo patrono delle madri, mentre negli
Stati Uniti il santo è divenuto una bandiera contro le moderne teorie
neomaltusiane, che tendono a limitare il numero delle nascite mediante pratiche
anticoncezionali, e divorzistiche.
Il Santo Padre Giovanni Paolo II, nell’agosto 2004, per l’occasione dell’Anno
Gerardino, ha scritto una Lettera al Superiore Generale della Congregazione dei
Redentoristi, padre Joseph William Tobin; vi si legge questa frase, che abbiamo
visto accogliere i pellegrini all’ingresso del Santuario di Materdomini accanto
all’immagine del Santo: «Veramente Gerardo Maiella è uno dei piccoli, in cui Dio
ha fatto risplendere la potenza della sua misericordia!». San Gerardo, «una
delle figure più singolari della vita millenaria della Chiesa», è stato
veramente un piccolo grande Santo.