a cura di Simone Iuliano e di Jessica Mauta
San Gaetano Catanoso

Gaetano Catanoso, proveniente da
una famiglia numerosa composta da otto fratelli, nacque a Chorio di San Lorenzo,
Arcidiocesi di Reggio Calabria, il 14 febbraio 1879. Ordinato sacerdote il 20
settembre 1902, fu parroco di Pentidattilo e della Candelora in Reggio Calabria,
dove realizzò un centro irradiante di vita eucaristica, divulgando la devozione
al Volto Santo. Guida illuminata delle anime, da essere definito "il Confessore
della Chiesa reggina", fu anche Cappellano delle carceri e dell'ospedale, Padre
spirituale del Seminario diocesano, Canonico Penitenziere della Cattedrale.
Promosse e sostenne iniziative di sostentamento per le vocazioni ecclesiastiche
e fondò la "Congregazione delle Suore Veroniche del Volto Santo".
Morì il 4 aprile 1963. Fu beatificato da Papa Giovanni Paolo II il 4 maggio
1997. E´ canonizzato nel 2005.
Così diceva, in una sua lettera pastorale in preparazione alla beatificazione di
padre Catanoso, l´arcivescovo di Reggio Calabria Vittorio Mondello: "Diventa
beato uno dei nostri preti, di quelli che vivono a contatto con la gente,
nell´esperienza quotidiana della vita parrocchiale, nell´impatto con il
complesso mondo dei problemi, delle fatiche e dei disagi di ogni giorno. Diventa
beato un prete di questo estremo lembo d´Italia, di questa terra che è il sud
del Sud".
E la beatificazione del sacerdote Gaetano Catanoso ebbe anche due aspetti
straordinari, uno che essendo morto solo 34 anni prima, egli era conosciuto da
tanti suoi contemporanei ancora viventi e poi che nella storia bimillenaria
della Chiesa reggina, egli era il primo prete diocesano a diventare beato.
Gaetano Catanoso, a 10 anni di età, nell´ottobre 1889, era entrato nel Seminario
Arcivescovile di Reggio Calabria. Poi, per motivi di salute, era stato costretto
a vari ritorni temporanei in famiglia. E proprio in uno di questi ritorni, aveva
solo 15 anni, s´improvvisò predicatore nella chiesa di Chorio, attirando
l´attenzione degli ascoltatori; presagio della sua futura missione sacerdotale.
Fu ordinato sacerdote il 20 settembre 1902 dal cardinale Gennaro Portanova,
arcivescovo di Reggio. Per due anni rimase nel Seminario come prefetto d´ordine,
fino al marzo 1904, quando venne nominato parroco a Pentidattilo, piccolo paese
montano dell´Aspromonte sul versante ionico, famoso perché abbarbicato su una
roccia arenaria che si staglia nel cielo a forma di mano.
Qui il giovane parroco condivise con i suoi fedeli una vita fatta di stenti e
privazioni, sperimentando ogni giorno il peso di un sottosviluppo che favoriva
l´inerzia, l´emigrazione all´estero, la rassegnazione.
Promosse la devozione al "Volto Santo", di cui nel 1918 divenne missionario
aderendo all´Arciconfraternita di Tours in Francia e nel 1919 ottenne di erigere
nella sua parrocchia di Pentidattilo, una "Confraternita del Volto Santo"; nel
1920 diede vita allo stampato "Il Volto Santo" che si diffuse in tutta la
penisola.
Pur essendo costretto ad essere pastore di una piccola località sui monti, ebbe
la volontà di conoscere, divenire amico, condividere le opere sociali ed
assistenziali, di due futuri beati: Luigi Orione e Annibale Maria Di Francia,
appoggiandone lo sviluppo anche in terra calabrese.
Nel 1921 fu nominato parroco nella chiesa di S. Maria della Candelora o della
Purificazione, nella città di Reggio Calabria; qui fu parroco fino al 1940; la
sua opera pastorale ebbe uno spazio più vasto, ravvivò nel popolo la devozione
eucaristica e mariana, promosse l´istruzione catechistica e la crociata contro
la bestemmia; indisse Missioni per il popolo, sia in Quaresima, sia nel mese di
maggio, coordinando le cosiddette "Squadre Volanti", ossia sacerdoti ben
disposti ad aiutare i parroci in queste Missioni, sia per le confessioni, sia
per le predicazioni.
Nel 1930 divenne canonico del Capitolo della Cattedrale; sempre ricco del
carisma di diffondere la riparazione delle offese e la devozione al Volto Santo
del Signore sofferente, continuò ad esserne un zelante missionario e nel
dicembre 1934 s´impegnò con tutte le sue energie a fondare la Congregazione
delle "Suore Veroniche del Volto Santo", con lo scopo specifico di erigere asili
e scuole di formazione catechistica nei posti più sperduti, lontani e disagiati.
Nel luglio 1935 vi fu la vestizione delle prime suore e a dicembre l´apertura
della prima Casa a Riparo, nella periferia di Reggio Calabria; nel 1956 ne stese
le Costituzioni e nel 1957 iniziò la costruzione della Casa Madre; l´Istituzione
delle Suore Veroniche ebbe l´approvazione diocesana il 25 marzo 1958.
Ormai sessantenne, pur continuando a stimolare e guidare spiritualmente le sue
suore, si dedicò con grande abnegazione alle confessioni, diventando di fatto
"il confessore della Chiesa reggina", e direttore spirituale di vari Istituti
religiosi.
Ebbe la consolazione verso il termine della sua vita, di vedere realizzato
l´altro grande sogno, di un santuario dedicato al Volto Santo, eretto presso la
Casa-madre delle Suore Veroniche.
Alle suore ripeteva spesso "Voi dovete andare nei centri più abbandonati, là
dove altre Congregazioni rifiutano di andare; il vostro posto è quello di
raccogliere le spighe sfuggite ai mietitori". E sempre parlando delle sue suore,
Gaetano Catanoso diceva: "Le suore che io volevo non dovevano avere né casa, né
mobili, né giardino, dovevano essere ricche di povertà e senza pretese,
accontentandosi di tutto, come dono del Signore. Le presi dal popolo, anime
semplici e le mandai così, come gli Apostoli di Nostro Signore, senza nulla, nei
paesi che più avevano bisogno".
Morì a Reggio Calabria il 4 aprile, come si è detto, del 1963 e la sua santa
morte e la sua eroica vita, indussero la Chiesa di Reggio Calabria e le Suore
Veroniche a richiedere il processo per la sua beatificazione; la causa iniziò il
15 dicembre 1981, fu proclamato venerabile il 3 aprile 1990 e beato il 4 maggio
1997 in Piazza S. Pietro, da Papa Giovanni Paolo II.
Sarà canonizzato il 23 ottobre 2005 da Papa Benedetto XVI.
"E´ un momento di gioia per tutti i calabresi e per i reggini in particolare" -
ha affermato il parlamentare della Margherita Luigi Meduri, eletto proprio nel
collegio di cui fa parte la fascia del basso Jonio reggino - "Una persona umile
ma al tempo stesso grande nella carità, nel diffondere la parola di Dio,
nell´aiutare il prossimo, diventa Santo per testimoniare la genuinità della
gente di Calabria". Il deputato reggino ha poi proseguito: "Dobbiamo impegnarci
tutti, nei nostri ruoli, affinchè quest´evento rimanga impresso nell´immaginario
collettivo come uno dei più belli e positivi e non avvenga soltanto in Piazza
San Pietro ma avvenga in un contesto di grande gioia e di grande partecipazione
popolare che coinvolga tutta l´Area Grecanica. Così vorrebbe Padre Catanoso,
così vorrebbe Papa Giovanni Paolo II il Grande, così vorrebbero tutti coloro che
hanno avuto il piacere di conoscere questo umile Santo di Calabria".