a cura di Simone Iuliano e di Jessica Mauta

SAN CHARBEL

 

San Charbel Makhlouf nacque l'8 maggio 1828 a Bequa' Kafra (Libano settentrionale). In età giovanile pregò la Beata Vergine di diventare monaco come i suoi due zii.

Questi parenti erano eremiti. Nell'anno 1851 Charbel entrò nell'Ordine Libanese dei Maroniti. Nel 1853 fece la professione monastica e nel 1859 venne ordinato

sacerdote. Durante gli studi il santo ebbe come insegnante Nimatullah Al Hardini, un grande asceta e devoto della Madre di Dio.

 

Da sempre San Charbel era uomo di preghiera. Per ore ed ore stava in ginocchio dinanzi al Santissimo accogliendo l'invito del Signore: "pregate senza interruzione".

 

Egli venerava profondamente la Madre di Dio e amava il rosario. Aveva rispetto per gli altri, ma rimaneva modestamente in disparte. La sua preghiera continua, il suo

perseverante digiuno, i suoi atti di mortificazione e la sua unione con Dio, lo trasformarono in un angelo nelle vesti di uomo. Il nostro santo sentiva la chiamata ad una

vita da anacoreta. Per molte volte chiese il permesso di diventare eremita. Nel 1875, dopo il miracolo della lampada (che era accesa sebbene contenesse solo acqua e

non olio), il superiore gli diede il permesso di entrare nell'eremitaggio che dipendeva dal monastero di Annaya. San Charbel fu un eremita esemplare e visse in condizioni

estremamente dure. Il 16 dicembre 1898 alle ore 11 del mattino San Charbel celebrava la Santa Messa nel suo eremitaggio, conforme alle sue abitudini. Secondo quanto

riferito, venne colpito da una paralisi mentre proclamava l'inno: "O Padre della verità, ecco Tuo Figlio vittima atta a placarti. Accettalo perché è per me che egli è morto.

Ecco il sacrificio, ricevilo dalle mie mani e sii propizio, e non ricordarti più dei miei peccati, che ho commesso al cospetto della tua maestà... Ecco che il sangue suo è

sparso sul Golgota e intercede per me. Accetta la mia oblazione per riguardo ad esso".

La sua agonia si trascinò per otto giorni. Spesso egli pregava con queste parole: "O Padre di verità". Al termine di 16 anni vissuti nel convento e altri 23 anni di vita

esemplare da anacoreta, San Charbel rendeva la sua anima a Dio alla vigilia di Natale, il 24 dicembre 1898. Aveva 70 anni. Dopo la sua morte il corpo di San Charbel

rimase integro fino alla sua beatificazione; trasudava sangue e acqua, mentre le membra si mantenevano mobili. Questo fenomeno stupì gli scienziati. Il fedeli si recavano

in massa in pellegrinaggio alla sua tomba. Da allora Dio glorifica il suo fedele servo Charbel con conversioni e grandi miracoli che egli ottiene da Dio. Il 5 dicembre 1965

è stato beatificato a Roma e il 9 ottobre 1977 canonizzato

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