a cura di Simone Iuliano e di Jessica Mauta
Beato Andrea Bessette (Alfredo) Religioso

Il canadese Alfredo Bessette, questo il suo nome di
nascita, nacque il 9 agosto 1845 nel villaggio di Saint-Grégoire-d’Iberville,
nella diocesi di Montréal, posta nella provincia del Québec.
Era l’ottavo figlio di Isacco Bessette e Clotilde Foisy, a nove anni divenne
orfano del padre ed a dodici della madre, mentre lui crebbe con disturbi allo
stomaco, che non gli permettevano di cibarsi come gli altri.
Fu preso in casa della zia materna Marie-Rosalie Foisy, coniugata con Timoteo
Nadeau; dove le condizioni economiche non erano floride, pertanto sapeva appena
leggere e scrivere e dovette lavorare ben presto per guadagnarsi da vivere.
Il suo stato di salute malferma, non gli permise di avere un lavoro stabile,
infatti dal 1858 al 1870 cambiò vari mestieri nella provincia del Québec, con un
intervallo dal 1863 al 1867 quando lavorò, sempre saltuariamente negli Stati
Uniti, specie nel campo della filatura.
Alfredo Bessette fu molto devoto di S. Giuseppe, che aveva come lui provato la
povertà, il lavoro e l’esilio. Poi ritornò in Canada e qui il suo parroco poté
constatare che la sua permanenza negli Stati Uniti, non aveva fatto cambiare la
sua inclinazione religiosa e la sua fede; quindi gli consigliò di entrare nella
Congregazione della Santa Croce.
Alla fine del 1870 entrò nel Noviziato dei Fratelli della Santa Croce, prendendo
il nome di fratel Andrea; questa Congregazione era stata fondata in Francia da
padre Basile Moriau, comprendendo padri, fratelli e sorelle ed era arrivata in
Canada nel 1847, su invito del vescovo Bourget, per restaurare il sistema
scolastico di lingua francese, che più di un secolo prima nel 1759, gli inglesi
avevano abolito ma senza mai riuscire ad assimilare la popolazione cattolica e
francese.
Il suo parroco inviò un messaggio ai suoi superiori, che diceva: “Vi mando un
santo”; il suo noviziato si prolungò più degli altri, per le sue condizioni di
salute, venendo poi ammesso alla professione religiosa il 22 agosto 1872.
Gli fu dato il compito di portinaio del Collegio di Notre-Dame di Montréal, dove
restò per quarant’anni; soleva dire con quell’umorismo che lo distingueva: “Per
40 anni alla porta, ma non mi hanno mai messo fuori!”.
Pur essendo un giovane portinaio, fu sempre di mente vivace e sensibile, con
capacità di giudizio e senso dell’umorismo e divenne ben presto il rifugio dei
poveri, dei malati e degli afflitti, i quali si affidavano alle sue preghiere.
Già a 30 anni operò delle guarigioni straordinarie; la stampa il 9 maggio 1878
riportò la notizia di cinque guarigioni, attribuite alle preghiere di qul
piccolo frate Andrea. Tutto ciò scatenò l’affluenza di migliaia di ammalati e
bisognosi, che l’attorniavano giorno e notte.
A tutti fratel Andrea raccomandò la devozione a s. Giuseppe, la fiducia in Dio;
frizionava con l’olio della lampada che ardeva davanti alla statua del santo, le
membra dei fedeli, i quali partivano sollevati nell’animo e spesso anche nel
corpo.
Nel 1894 fratel Andrea ottenne il permesso dai superiori di erigere una piccola
cappella in legno, dedicata a S. Giuseppe, sul fianco del Mont-Royal che
sovrasta la città di Montréal e di fronte al Collegio e che venne inaugurata nel
1904.
Anche questa cappella divenne meta di numerosi pellegrinaggi, per cui
nell’estate del 1905, i superiori nominarono fratel Andrea, custode della
cappella. I numerosi prodigi di guarigioni e le conversioni degli spiriti si
moltiplicarono, meritandogli l’appellativo di “taumaturgo”, inoltre la cappella
diventata un Santuario dedicato a S. Giuseppe, ebbe un grande sviluppo, con un
fermento religioso di tanti fedeli, attratti dal carisma di fratel Andrea; le
autorità ecclesiastiche e civili, non interferirono nella sua opera apostolica.
Nel dicembre 1917 fu inaugurata una cripta e la benedizione della pietra
angolare di una chiesa superiore, che dopo molte interruzioni e difficoltà,
diventò il più grande santuario in onore di S. Giuseppe, padre putativo di Gesù
e uno dei centri religiosi più frequentati del mondo.
Spronò sempre la costruzione del grande Santuario, terminato il 15 maggio 1955,
ma non poté vederlo finito perché morì il 6 gennaio 1937, all’età di 91 anni; la
sua morte fu un lutto nazionale.
Nel 1951 fu aperta la causa per la sua beatificazione e venne proclamato beato
il 23 maggio 1982 da papa Giovanni Paolo II.