a cura di Simone Iuliano e di Jessica Mauta
BEATO DANIELE COMBONI
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Daniele Comboni futuro fondatore dei Missionari Comboniani nasce a Limone sul Garda (Bs) il 15 marzo 1831.
Ancora giovanissimo si trasferì a Verona, dove a partire dal 1843 frequentò la scuola missionaria di Don Nicola Mazza che lo introdusse ai grandi ideali dell' apostolato missionario.
La sua vocazione, accesa al ricordo dei Martiri, lo portò a soli 18 anni (1849) ad impegnarsi in un giuramento di totale consacrazione all´Africa al quale rimase fedele per tutta la vita.
Nel 1854 verrà ordinato sacerdote ma solo dopo tre anni (1857) poté dare inizio alle sue estenuanti spedizioni missionarie in terrà africana.
Comboni nutriva un grande sogno: quello di "salvare l´Africa con l´Africa" fiducioso che gli Africani sarebbero divenuti essi stessi protagonisti della loro salvezza.
Egli, infatti, si rendeva conto che era impossibile per i missionari europei portare a termine la loro " opera di redenzione in quelle infuocate regioni dell'Africa" in quanto non erano in grado di "reggere alla gravezza delle fatiche, alla molteplicità dei disagi, e all'inclemenza del clima" ed era fermamente convinto che solo dei "missionari" nativi potessero dare quei frutti tanto sperati.
Questa sua convinzione lo portò nel 1864 ad elaborare un progetto: il "Piano per la rigenerazione dell'Africa" che presentò anche al Papa Pio IX con il quale sperava di far nascere in Africa degli istituti, retti da ordini religiosi, per accogliere i giovani africani, educarli alla fede e renderli protagonisti della loro stessa evangelizzazione.
Il "Piano", con le sue audaci innovazioni, è lodatissimo, ma non decolla. Poi, per avversioni varie e per la morte di don Mazza (1865), Comboni si ritrova solo, impotente.
Fedele al suo motto "O NIGRIZIA O MORTE", nonostante le difficoltà, proseguì nel suo disegno fondando nel 1867 l´Istituto dei Missionari Comboniani.
Voce profetica, annunciò alla Chiesa tutta, particolarmente in Europa, che era giunta l´ora della salvezza dei popoli dell´Africa. Non esitò, per questo, a presentarsi, lui semplice sacerdote, al Concilio Vaticano I per chiedere ai Vescovi che "ogni Chiesa locale" venisse coinvolta nella conversione dell´Africa (Lettera del 1870).
Con coraggio non comune per allora, fondò nel 1872 un Istituto di Suore esclusivamente consacrate alle missioni, le Suore Missionarie Comboniane.
Per gli Africani spese tutte le sue energie, e si batté per l´abolizione della schiavitù. Consacrato vescovo dell´Africa Centrale nel 1877, morì stroncato dalle fatiche e dalle croci, a Khartoum (Sudan) la sera del 10 ottobre 1881.
Dopo la sua morte il suo carisma non si fermò ma continuò a portare nuovi frutti con L'Istituto Secolare Missionarie Comboniane 1969 e il Laici Missionari Comboniani 1990.
Il 17 marzo 1996 in San Pietro a Roma viene beatificato da Giovanni Paolo II
Daniele Comboni fu un uomo di fede solida e sicuro della sua vocazione. Ebbe una idea-forza che lo guidò in tutta la sua vita: consacrarsi per l'evangelizzazione degli africani. E lo fece con impegno poiché era sicuro che Dio lo voleva.