DI CARLA DI ROMA CROCIATA N.1180 CURATO DA SIMONE IULIANO
in Argentina a Chimpay viene
proclamato
Beato Zeffirino Namuncurà
Nascita e scuola a Buenos
Aires
Zeffirino Namuncurà
nasce il 26 agosto
Crescita spirituale
Crebbe in lui la dimensione spirituale e iniziò a
desiderare di diventare salesiano sacerdote per evangelizzare la sua gente.
Scelse Domenico Savio come modello, e durante cinque anni, attraverso lo
sforzo straordinario per inserirsi in una cultura totalmente nuova, divenne
egli stesso un altro Domenico Savio. Esemplare l'impegno nella pietà, nella
carità, nei doveri quotidiani, nell'esercizio ascetico.
Aspirante salesiano
Questo ragazzo, che trovava difficile "mettersi in fila" o
"obbedire alla campana", diventò pian piano un vero modello. Come voleva don
Bosco, era esatto nell’adempimento dei suoi doveri di studio e di preghiera.
Era l'arbitro nelle ricreazioni: la sua parola veniva accolta dai compagni in
contesa. Impressionava la lentezza con cui faceva il segno della croce, come
se meditasse ogni parola; col suo esempio correggeva i compagni insegnando
loro a farlo adagio e con devozione. Nel l903 (ha sedici anni e mezzo, e suo
padre è stato battezzato a ottant’anni), Mons. Cagliero lo accetta nel gruppo
degli aspiranti a Viedma, capoluogo del Vicariato apostolico, per iniziare il
latino.
Italia
A causa della sua scarsa salute, il vescovo salesiano
decide di condurlo in Italia per fargli proseguire gli studi in modo più serio
e in un clima che sembra più adatto. In Italia incontra don Rua e il Papa Pio
X, che lo benedice con commozione. Frequenta la scuola a Torino e in seguito
nel collegio salesiano di Villa Sora, a Frascati. Studia con tanto impegno da
essere il secondo della classe.
La morte
Ma un male non diagnosticato a tempo,
forse perché non si lamentava mai, lo minava: la tubercolosi. Il 28 marzo 1905
è trasportato all'ospedale Fatebenefratelli dell'Isola Tiberina a Roma. Troppo
tardi. Vi muore serenamente l'11 maggio. Dal 1924 i suoi resti mortali
riposano nella sua patria, a Fortín Mercedes, dove folle di pellegrini
accorrono a venerarlo.
In prossimità della beatificazione di Zeffirino Namuncurà,
il Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Pascual Chávez, ha inviato un messaggio
a tutti i membri della Famiglia Salesiana.
Il Rettor Maggiore presenta la figura del giovane mapuche tracciandone
brevemente il profilo biografico e spirituale.
“La santità di Zefferino è espressione e frutto della
spiritualità giovanile salesiana, quella spiritualità fatta di allegria,
amicizia con Gesù e Maria, adempimento dei propri doveri, donazione agli
altri.
Zefferino rappresenta la prova convincente della fedeltà
con cui i primi missionari mandati da Don Bosco sono riusciti a ripetere ciò
che egli aveva fatto all’Oratorio di Valdocco: formare giovani santi.
Questo continua ad essere il nostro impegno oggi, in un
mondo bisognoso di giovani spinti da un chiaro senso della vita, audaci nelle
loro opzioni e fermamente incentrati in Dio mentre servono gli altri”.
Per Don Chávez “La beatificazione di Zeffirino è un
invito a credere nei giovani, anche in quelli appena evangelizzati, a scoprire
la fecondità del Vangelo che non distrugge nulla di ciò che è veramente umano,
e il contributo metodologico dell’educazione in questo stupendo lavoro di
configurazione della persona umana che arriva a riprodurre in sé l’immagine di
Cristo”.
La frase che il giovane mapuche soleva dire - “Voglio studiare per essere utile al mio popolo” - dimostra come la fede religiosa non sia una forma di adeguamento o una mancanza di impegno, ma una “energia che rende possibile la trasformazione della storia”.